Mercoledì

Non avrei voluto scrivere queste righe sul mio socio, ma oggi mi ha fatto incazzare definitivamente ed abbiamo rotto. Ero talmente arrabbiato che sono tornato a casa ed ho deciso che avrei scritto un racconto dicendo finalmente le cose come stanno. Basta con le palle!

Leggo tutte quelle cose sui compagni, come se fossero sempre rose e fiori. Grazie al mio socio… la dedico a lui… e via dicendo. E invece col cazzo! Ci si sopporta a malapena, questa è la verità. Io non ho paura a dirlo, anche se magari poi si farà la pace e si riprenderà a scalare insieme. Ma nonostante tutto io e lui era come fossimo legati col sangue, altro che con la corda! Ho letto che una volta c’era la cordata e si dava quasi la vita per il compagno. Tipo Bonatti. Non fa per me, a me l’alpinismo non interessa, io faccio altro, mi basta migliorare e chiudere le mie vie.

E non volevo nemmeno scalare sempre con la stessa persona, mi basta già la mia donna da sopportare. Però dove lo trovi uno che viene sempre dove vuoi tu e che ti accompagna a provare le tue vie in settimana? Vabè, anche lui ha i suoi progetti. Ma sono quasi sempre un grado sotto i miei, e in fondo mi sta bene così, perchè la competizione mi stressa. Non sopporterei il suo fiato sul collo, oppure uno che si motiva se fallisco. Sono io il più forte ed entrambi lo sappiamo, senza bisogno che ci sia da far gare. Tanto bastano i gradi no? Poi postiamo tutte e due su 8a.nu e non c’è storia, per cui…

Ok ho sempre deciso io dove andare, ma io gli passavo i movimenti e lui questo lo sapeva bene. E’ un contratto il nostro, no? Io aiuto lui e lui aiuta me. Così è l’arrampicata, così è la vita. Noi andiamo il mercoledì. Perchè il sabato la donna fa storie e la domenica in falesia è pieno. Non mi piace quando c’è troppa gente. Perciò lui lo sa che non ci son santi, piove sole o unto il mercoledì io provo il mio progetto. Lui fa il cavolo che vuole, a me non interessa, anche se in fondo a scalare con me migliora anche lui. No? Mica lo trovi dappertutto uno più forte di te che ti fa da locomotiva? E’ un contratto, siamo soci, ma in fondo siamo anche amici. Eravamo amici.

Anche se a dire il vero la sera non siamo mai usciti insieme, già è abbastanza andare in falesia. Ognuno la propria vita. Poi ci sono quelle cose che sappiamo solo noi due: una volta ad esempio lui si è data buona una via che è caduto poco sotto la catena. Io non ho detto niente, però mi ha fatto girare. Quando è sceso mi ha guardato negli occhi, come per chiedere il mio silenzio. Io non sapevo che fare, ma in fondo è un problema suo no? Mica stiamo a fà le gare in falesia. Se lui è a posto con la sua coscienza a me di certo non frega. Però non mi andava tanto di coprirlo nelle sue piccole meschinità. E comunque non ho detto un cazzo.

Poi però c’`e stata quella volta quando su un tiro ero acciaiato perso ed ho visto le prese della via a fianco e sono andato a riposarmi su quelle. Mica stavo barando… sono lì a un metro, traversi e vai. Solo che lui ha detto: ehi Giova ma non sei sull’altra via? Il bastardo, avete capito? Poteva stare zitto, farsi i cazzi suoi, come io son stato zitto allora. E invece no. L’ha fatto sicuramente per ricattarmi, in silenzio, perchè quando son sceso non mi ha detto niente. Io ad essere sincero ne avevo pieni i coglioni di quella via, erano tre mesi che la stavo lavorando, ora l’avevo finalmente liberata, quindi in finale sticazzi. So anche che sarei caduto, se non fossi andato su quelle prese. Lo so bene. Ma mi ha dato lo stesso fastidio che lui me lo facesse notare…

Insomma volevo dire, è un casino andare d’accordo. Questa mattina forse era una giornata storta, fattostà che lui ci ha messo un tempo interminabile a scaldarsi. Non andava su ed io mi stavo spazientendo. Mi saltavano i ritmi e faceva anche freddo. Cazzo Roby, gli ho detto ad un certo punto, è la via di riscaldamento e sei un legno! Ma che hai fatto ieri sera? Beh, non l’ha presa bene, perchè so che quando non risponde è incazzato. Finchè è caduto. Sul riscaldo, avete capito? Vabbè ma non si può venire incazzati in falesia, si sa che poi è tragica. Anche se è mercoledì. Se non ti va di scalare puoi anche solo farmi sicura. Mica l’ha ordinato il dottore, no?

Le mie sensazioni erano invece positive e lui rosicava. Lo so, perchè sentivo le scariche sulla corda. Rilassati amico, ho pensato prendendo il bidito finale dal quale si allunga alla catena. Oggi gira a me, non ci posso mica fare niente! Ho passato la corda nel moschettone ed ho detto cala, come al solito. Si va bè, potevo magari fare a meno di dire “l’ho passeggiata”, ma io penso sempre a me, mica a lui. Cazzo me ne frega di quel che fa lui? Dovrebbe oramai saperlo! In finale sticazzi. Ad un certo punto ho fatto 5 metri alla velocità della luce e lo stomaco mi è andato in gola. Mi ha fermato a due metri da terra! Roby, ma che cazzo fai, vuoi ammazzarmi? Gli ho detto gridandogli in faccia. Ci mancava poco gli mettessi le mani addosso, e se non fossimo stati amici giuro l’avrei fatto. Ha detto che era un ricciolo, un ricciolo nel gri-gri. Ma tu pensa! Un ricciolo e fai 5 metri, come se io non avessi mai fatto sicura! Siamo rimasti in silenzio dieci minuti, ognuno sulla propria pietra. Sarebbe stato meglio se fossimo andati a casa, visto quel che è successo dopo! Toccava a lui ma Roby, mi ha detto ad un certo punto, io oggi non scalo. Ma che hai, stai male? Ho detto fingendomi dispiaciuto, ma pensavo tra me che mi andava di lusso, così avrei potuto provare il progetto senza tempi biblici passati ad assicurare lui. No, no… ha detto… è che oggi non mi va. Gli ho chiesto se voleva andare a casa, ma sapevo avrebbe risposto di no. Era mercoledì, del resto. E infatti mi ha risposto di no, come previsto.

L’aria tra di noi era un casino pesante ma le sensazioni e l’aderenza erano ok. Poteva essere il giorno giusto perché chiudessi finalmente quell’8a. Avevo voluto fortemente quel traguardo e non era stato facile. Sono solo due anni che scalo e un mese prima avevo fatto un 7c. Quello che lui mi aveva fatto storie perchè mi ero riposato sulla via vicina. Poi avevo adocchiato un’altra via lì accanto e sapevo che sarei potuto arrivare a farla. Prima i movimenti, poi metterli insieme. Ogni mercoledì cadevo sempre più su, sino ad un soffio dalla riuscita. Dovevo fare un lancio ad uno svaso e l’avevo anche toccato una volta. Poi mancava di allargare il piede a destra in modo da prendere quella tacca buona, da cui avrei potuto moschettonare la catena. Insomma c’ero e oggi poteva essere la buona. Mi sono dunque messo sotto la via, come ogni volta, compiendo il mio rituale. Pisciare nel bosco, stringere l’imbrago, legarmi, sedermi sul portacorda e massaggiare le scarpette. Roby stava in silenzio a fissarmi… Ma che hai oggi, non me lo dici? Niente, niente, vai va! Allora sono partito, ma guarda te se uno deve fare i conti anche con l’incazzatura del socio ho pensato, cercando di concentrarmi. Ma scalavo bene e tutto procedeva a perfezione. Il piede sul piccolo svasetto, la leggera rotazione d’anca, l’intermedio, la tacca. Aggiusta le dita, riposo, respira. Corda! Ora scendo a riposarmi gli ho detto, ma lui non ha risposto. Magari non mi caga e c’ho un lasco da paura. Mentre riposavo ho pensato che forse lui si annoiava, ma sinceramente in quel momento non me ne importava niente, volevo solo chiudere il mio tiro e pensare solo a quello. Sono partito per la sequenza chiave e non pensavo a niente. Ho preso il monodito ed ho guardato la tacca svasa. Sapevo che avrei dovuto inarcare la schiena e prendere lo slancio per arrivare a tenerla e così ho fatto. Ho toccato con le dita la tacca ed ho sentito senza però pensarlo che era tutto perfetto ed era la volta buona. Ma in quel momento ho avvertito uno strattone all’imbrago, come se l’anello si fosse agganciato al rinvio sotto. Sono rimasto attaccato con due dita allo svaso, poi ho dovuto mollare e sono caduto per un tempo che mi è parso lunghissimo. Roby vaffanculo, vaffanculo, che mi hai fatto!?? Ho gridato appeso alla corda, prendendo a calci la parete e non riuscivo a calmarmi. Poi, quando mi ha calato, gli ho dato uno spintone, ma giuro non volevo mettergli le mani addosso, non ho mai alzato le mani ad un amico io!

Forse Roby non mi sopportava più e doveva finire. E’ questo che penso. Forse l’ha fatto apposta, anzi son sicuro che lo stava già pensando da tempo. Ma poteva dirmelo, senza arrivare a questo. Sapeva quanto era importante il tiro per me. Non è corretto, almeno in arrampicata, lo sanno tutti. Ora sono senza socio e la via è ancora là. Chissà mai se ritroverò le condizioni. Danno pioggia per due giorni, magari cola. Ora devo uscire ed andare in palestra, a vedere se c’è qualcuno per mercoledì prossimo. Ricominciare da zero con un nuovo socio, ma quanto ci vorrà!? Che si fotta Roby, voglio vedere se ancora si schioda da terra senza i movimenti!

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