Una testa come optional
di Elettra
“Ma è vera questa storia che tutte le allieve di Jolly fanno almeno il 7a?”
Passo in rapida rassegna mentale le allieve di Jolly che conosco e al mio amico rispondo che in linea di massima è vero. La domanda successiva ovviamente è “E te? Perché non…” Fortunatamente una risata condivisa lascia in sospeso l’interrogativo, al quale, di certo, non avrei saputo dare una risposta seria.
Già, ma volendo proprio rispondere, perché io non faccio il 7a? Neanche il 6c, a dire il vero. Mi alleno poco? Non vado mai fuori? Non sono portata?
In realtà non mi alleno poco, semmai non mi alleno duramente. Non vado fuori, è vero, ma vorrei andarci. Non sono portata, ma forse non meno di altre.
Ci sono tante risposte che aleggiano nell’aria, le stesse che ho sentito milioni di volte, le stesse che annoiano sempre tutti (e che non mi hanno mai convinta), ma che tutti tirano fuori per risolvere il loro personale conflitto.
A cominciare da “quello è forte perché ha tanto tempo per scalare” (basta levarne un po’ a facebook), passando per “la spalla, le dita, la schiena e l’infortunio del giorno” (io al massimo potrei avere la chiappa indolenzita dal tappetone o il timpano perforato dal gossip). La più gettonata resta sempre lei: “tutti possiamo fare il 7a (lei) o l’8a (lui), basta metterci la testa”, “in molti mi dicono che potrei fare molto di più, è solo un problema di testa!”
Due aspetti mi hanno sempre sorpreso di questa motivazione.
Il primo è il valore marginale che tutti gli danno, come fosse un optional minore rispetto a una grande dotazione. Riconoscono sì che quell’optional ti permette di fare il salto di qualità, ma lo sminuiscono assegnandogli il valore della ciliegina sulla torta. A me invece suona tanto come “potrei giocare a basket se non fossi un nano” o “potrei vincere un premio nobel se solo avessi la testa”… Ma va?
Il secondo aspetto, forse il peggiore, è dare per scontato che anche la testa sia una questione di allenamento, con la facile scappatoia di giustificare tutto con la pigrizia: non sono forte perché non ho la testa, non ho la testa perché non mi alleno abbastanza, non mi alleno perché sono pigro. Quindi non arrivo là dove potrei arrivare solo per pigrizia. (A parte che lo trovo un modo molto squallido per sminuire i successi degli altri e giustificare i propri fallimenti. Ma poi: da dove nasce questa convinzione che tutto si risolve con l’allenamento, dal momento che loro non l’hanno potuto o voluto sperimentare?)
Non voglio addentrami su argomenti che conosco poco. Dottori, sportivi o psicologi saranno sicuramente più preparati della sottoscritta sull’argomento “testa”. Sapranno loro se è veramente solo la ciliegina sulla torta, se è allenabile come e quanto un muscolo, se ha dei limiti come e quanto un muscolo, se la pigrizia non sia la difesa mentale migliore contro un sicuro insuccesso.
Da ignorante in materia provo comunque a dare una risposta al mio caso: secondo me, come per gli altri, è una questione di testa, ma la testa che ho in mente io pesa come un macigno nel cesto delle potenzialità, e credo sia un dono raro che puoi allenare solo entro certi limiti. Del resto lo stesso Messner afferma di avere cuore e polmoni nella norma, e Bonatti sottolineava spesso che non fu certo il fisico a salvargli la vita tante volte. La loro più grande dote è stata la testa.
“Il successo negli sport è riservato a chi ha la testa quasi vuota”. L’ho letto in un libro di Franzen e non credo avesse un’accezione negativa. Non dice che lo sportivo di successo deve essere stupido. La testa più che vuota deve essere capace di svuotarsi, mettendo da parte l’inutile e il nocivo. E investendo tutto sull’emergenza del momento. La mia testa invece si svuota delle operazioni essenziali, tipo respirare, e si riempie di paure, ansie da prestazione, stress, caos. Anche per questo credo di non essere portata.
Quando il mio fisico è stanco e le braccia acciaiate, la mia testa non è lucida, è più stanca del fisico stanco, è sfinita direi e, poco prima di spegnersi definitivamente, invia gli ultimi impulsi a caso, raramente utili. Per questo non mi alleno duramente.
La mia testa non ha il coraggio di avventurarsi su nuove vie impegnative, ma non ha neanche la costanza di riprovare troppe volte le vie già provate. Entrambe le attività richiedono un sforzo e una fatica mentale che i miei neuroni non reggono, o che reggono per brevi periodi. Per questo vado poco fuori e se ci vado per un mese di fila, devono passarne almeno 3 per riprendermi dalla fatica mentale, e poi altri 3 per preparami a gestire nuovamente quella fatica. Passati 6 mesi ti è passata anche la fantasia e preferisci startene a casa.
Mi piace andare in palestra e allenarmi in compagnia in modo blando. Mi piace andare fuori e provarmi i 5c facili, ma dopo un po’ la testa cerca altro, qualcosa di più impegnativo, e si ritrova incastrata tra un desiderio che prevede fatica e l’incapacità di saperla gestire e accettare. Mi voglio provare il 6b e, nonostante per molti sia solo un 6b, so che la mia testa dovrà faticare tanto, con l’aggravante che questa fatica rischia di non essere ripagata dal risultato. Che faccio? Lo provo? Ogni tanto provo e ogni tanto rinuncio, a fasi alterne lascio o metto il freno. Devo ammettere che quando provo e riesco sono stracontenta, sia per il risultato che per l’orgoglio di aver spinto la testa un po’ più in là del compitino.
Poi, vuoi mettere, torni in palestra e gli amici ti fanno i complimenti per il tuo mediocre risultato. Jolly, incuriosito, ti rivolge la parola “ho sentito che ti facevano i complimenti. Che hai fatto?” Orgogliosa rispondo “un 6b!” Lui, con un sorriso, accenna un timido “ah” e, ancora una volta, una risata condivisa prende il posto delle parole per mascherare l’evidente imbarazzo di entrambi.
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86%
ma allora non è vero che tutte le allieve di jolly fanno il 7a!!!
ah un par di palle!
gran grado il 6b!!
e sono serio (oltre a essere una pippa)
Io ci ho messo così tanto la testa che ho praticamente smesso di arrampicare. Finalmente avevo capito.
io però non ho capito se tutte quelle che fanno il 7a hanno la testa che tu dici….
ma è perchè l'hanno raggiunto in poco tempo?
insomma che differenza c'è tra il 6b e il 7a? E che c'entra con la testa?
scusa arrampico da poco e vorrei scegliere tra la testa e il 7a….
ma chi è jolly??
jolly è il sopranome di Alessandro Lamberti
ciao
io scalo per divertirmi: il grado? è importante se vuoi migliorare, ma il miglioramento senza divertimento non ha senso. il grado in se stesso non conta niente. l’importante è che alla fine della giornata te ne vada dalla falesia contenta e soddisfatta. Per quanto rigurda “la testa” ti posso assicurare che si puo allenare: parlo per esperienza personale
…poi, un giorno, certi ormeggi si rompono da soli e improvvisamente eccola lì, la testa giusta per allenarsi duramente, per dare tutto nel tentativo, per esplorare i propri limiti.
…già: ma quegli ormeggi, a cosa ci ancoravano?
Ottimo.
Avendo praticato per 20 lunghi anni Aikido. ho imparato questa espressione:” Shin (mente), Ki (energia), Tai (corpo)”. E’ difficile cogliere la rilevanza di questi tre ambiti nell’azione se vengono visti come entità separate. In pratica noi pensiamo a come servirci del Ki e della tecnica al meglio e muoviamo il nostro corpo quanto desideriamo; lo stato interiore, che cambia da momento in momento col movimento del corpo ha un effetto significativo sul corpo stesso. E’ necessario tenere presente che il movimento del corpo ha una sottile relazione con lo stato della mente. Si è detto che la mente che si trova in uno stato di Non-mente è una mente come uno specchio. Uno specchio riflette tutto ciò che gli passa davanti, esattamente com’è. Finchè qualcosa non si pone molto vicino allo specchio: allora tutto il resto sparisce e null’altro viene riflesso, come se la mente non fosse lì. Credo che plasmare la mente voglia dire riflettere esattamente con la mente ciò che è, percepire esattamente ciò che si percepisce e, senza essere legati nè disturbati, cavalcare il flusso. Quando arrampichiamo, succede esattamente la stessa cosa… se la mente diventa un tutt’uno col corpo e con l’energia che da esso scaturisce, possiamo superare i limiti che pensiamo di avere e scoprire che un 7a non è una missione impossibile… per nessuno!
Perché prendere per buono la frase detta da questo Fronzen rosicando vedendo i calciatori con donne e auto di lusso e non sentendo l'altra campana, tipo Gattuso che dice che lo spot ti arricchisce tanto?????
Poi ti lamenti se ti modifico i commenti…
ma gattuso chi. il pittore?
e dire che nello scrivere…ci avevo messo della passione….CAZZARI!
secondo me il 7a puo andare a farsi fottere…è solo una cosa usata dalle persone comuni per catalogarsi, per dividersi in gruppi, come se dicessi io sono punk, io sono tamarro.
anch'io sto lottando per conquistare il 6b, ci penso e ci ripenso ai passaggi fatti a come avrei potuto fare quella sequenza, pero in questo periodo non ho testa per impegnarmi al 100%, perche la testa di uno che scala non puo permettersi di allenarsi coscentemente e in maniera positiva sia in palestra che fuori se è piena di pensieri legati alla famiglia, al lavoro, alla casa, alla ragazza, ai soldi e a tutto il resto delle cose.
Non avete mai notato che quando si è tranquilli interiormente, quando non si hanno grandi problemi la testa cambia e ci si allena piu volentieri, si raggiungono piu risultati e si è piu felici, è un cane che si mangia la coda, sia nel positivo che nel negativo.
quindi per me la testa conta, in questo modo…ma se non è periodo puoi avere anche sharma come allenatore che la testa ti impedisce di fare miglioramenti
io ho due figlie, più una terza alla pari, più una moglie, più una cana (molto esigente), più due gatte, più un lavoro, più una professione da “photographer” da mandare avanti, eppure…. eppure… penso prevalentemente all’arrampicata. come.mai.
r
un’analisi dei meccanismi mentali di rara lucidità e sincerità. Quello che provi – e che in tanti forse proviamo – senza insensati pudori.Sul climb mi sembra si raccontino anche troppo spesso soltanto storie di ossessioni e dipendenze. Guerriglie interiori contro rabbie e insofferenze e ansie da prestazione, poi abbandonate sul campo come militi ignoti. A dar loro un nome sembra si tema di farli resuscitare! ..bello invece leggerti Elettra, nel dissezionare la tua “fatica mentale”, i tuoi “non ho coraggio”, “non ho costanza”… Questo è un mondo che si autodefinisce free, ma che nei fattti mi sembra abbia una sua struttura culturale e una sua etica ben consolidate – come tutti i mondi – e così ci sono stereotipi di emotività ammessi e condivisibili, e altri invece taciuti. Che poi, è proprio da qui che nasce la codifica del problema di testa…e così pure la sua inconsistenza, non credi? la mia è solo l’opinione di un’ultima arrrivata, ma mi permetto di dire che, vista la lucidità con cui analizzi la tua declinazione del cosiddettto “problema”, secondo me sei a un passo dal poter anche accantonare la tua porzione di quel “reciproco imbarazzo”….e chissà magari gestire meglio l’oscillazione 5c – 6b. E cmq viva il 6b
Si raccontano storie di "ossessione" e "dipendenza"?
Ma a parte me, chi le racconta? Tutti le vivono senza vederle per quello che sono.
La gente ti dice: "mo basta co' sto blog, co' ste cazzate, quand'è che andiamo a scalare? Quando sei libero in settimana? Andiamo a provare quella via, che la devo liberare?"
Messner NON aveva cuore e polmoni normali, e Bonatti superò l'addiaccio a oltre 8000 metri perché aveva un fisico eccezionale, ma certo la testa gioca il ruolo principale, nessun dubbio.
La mia testa accetta le possibilità ed i limiti del corpo, gode dei piccoli miglioramenti, ed io sono davvero felice a 40 anni di avere fatto le mie prime vie sul Gran Sasso e sulle Dolomiti da capocordata grazie ad anni e anni di voli ripetuti dalle M++ della Rocks & Walls, dove arranco dietro la classe
Messner e Bonatti lo hanno detto, non io. Non avendogli fatto la visita medica personalmente mi fido di loro. E' ovvio che hanno un fisico sopra la media, ma immagino intendessero un buon fisico come tanti altri alpinisti che non hanno raggiunto i loro risultati.
Volere è potere…..
la testa non è altro che…..motivazione, dipende solo da quanto ci tieni a farlo 'sto 6B
La testa, sì, è ANCHE motivazione
non entro in argomento perché richiede troppe parole che vanno espresse a voce,
Nei blog si potrebbe fraintendere il concetto basilare.
.. ma lasciati dire che nella fotoo c'hai proprio un fisicaccio!!!!!
Se non sei tu ed è chi penso io… OCCHIO…. se jolly si accorge che l'hai chiamata sua allieva je pia un ictus… ma un ictus brutto brutto!!!
Jolly, in fondo, è una presenza simpatica … la palestra sarebbe triste senza di lui!
ahahahahah per quanto mi piacerebbe, purtroppo non sono io. Credo sia proprio quella che pensi te
ma.chi
r
è un bellissimo pezzo che descrive delle dinamiche mentali che mi erano sconosciute. hai inventato o ti succede davvero così?
Grazie! Tutto vero. L'unico dettaglio non più vero è che alla fine un 6c l'ho liberato
Ueilà, 6c! Ma allora sei la classica donnina superforte ma senza autostima! Ti stimo io, sorella!
Comunque, rileggo questo tuo post come se fosse un passaggio della Bibbia. Io ti adoro, per come scrivi, mi fai ridere, sorridere e riflettere. Non è che mi fai anche la seconda e la terza puntata della saga “ti manca solo un po’ di testa”, prima o poi?
P.S.: quelli che dicono che “loro scalano solo per divertimento”, sottendendo che sono perfettamente soddisfatti e appagati anche se liberano sempre solo i 5c quando i loro amici provano i 7b, mentono, anche se non sempre sanno di mentire. Quando poi li vedi con le pive nel sacco perché non riescono un passaggio o un tiro, lo capisci. Lo capisci anche quando ad un certo punto smettono di scalare. Del resto dove stia il divertimento, se non superando le difficoltà che poi si sintetizzano con un certo grado, non lo so. Se mi diverto DAVVERO restando sempre sui gradi facili allora tanto vale che faccia escursionismo, facendo sentieri in montagna ogni tanto un 2c lo imbroccherò, no?
"Quando il mio fisico è stanco e le braccia acciaiate, la mia testa non è lucida, è più stanca del fisico stanco, è sfinita direi e, poco prima di spegnersi definitivamente, invia gli ultimi impulsi a caso, raramente utili."
Questo è vero per tutti, anche per Messner e Bonatti. La testa è come se fosse il comandante di un esercito o l'allenatore di una squadra che a forza di ricevere segnali di sconforto si demoralizza pure lui. La vedo così..
Bel post elettra.
ahahahahah Grazie Maja!
Per la seconda puntata mi servirebbe una seconda testa, più evoluta della prima. Appena la trovo mi butto sul sequel.