La donna del Boss (una storia vera)
by Giovax
Ci ho messo un po’, ma alla fine mi son riscritto. Sto dicendo in palestra. Il novanta per cento della gente che sta là dentro mi sta sulle palle, ma che posso fare? Mi devo allenare, e poi se piove non posso scalare. E in questa città del nord piove a volte per una settimana intera! Tanto che capita che anche i crucchi scendano per venire a scalare qui. In palestra! Ma vi rendete conto? Comunque sia voglio essere sincero: io in palestra ci vado anche per trovare una donna. Perché non posso mica farmi pippe per tutta la vita, no? Non c’è solo la scalata al mondo. Però io voglio una donna che scali. E bene, altrimenti in falesia rompe e basta. Una che provi i tiri come me, che anzi provi quelli un po’ più facili dei miei. E nella stessa falesia. E anche giovane e carina, e che non le venga la crisi materna a 35 anni ah ah! Voglio troppo?
Io a dire il vero la donna l’avevo trovata. Lei frequentava la sala pesi, dove la sbirciavo. Anzi per dirla tutta proprio non riuscivo a staccare gli occhi da quel tatuaggio che si intravedeva. Sapevo che prima o poi dalla sala pesi sarebbe passata di sotto a far corda. I palestrati dei pesi sono una noia di uomini, meglio noi! Certo, non è che proprio ne volessi una che partiva da zero, ma il fatto è che quelle che si tengono o son brutte o son piatte come il deserto! Per cui devi pescare all’origine e sperare che diventino brave! Io a quella non gli avevo staccato gli occhi di dosso per settimane, anzi avevo anche lasciato la sala boulder e ricominciato a far corda per lei. Che poi stare lì a salire quei tiri e seguire i colori delle prese è palloso, con tutti poi che ti controllano come metti il gri-gri e tieni le mani. Da impazzire, sembra di essere carcerati. Ma per lei si poteva anche fare…

Anche se non sembra in fondo con le donne sono un po’ timido. Forse ci ho messo quindi troppo tempo prima di chiederle di uscire a prendere qualcosa insieme dopo l’allenamento. Troppo, sicuramente, perché quando finalmente l’ho fatto lei con una scusa mi ha scaricato. Ma non ho gettato la spugna e ho continuato a girarle intorno in sala, finché ho cominciato a pensare che o era tonta o doveva avere un altro. Strano però, i maschi negli spogliatoi dicevano che era libera! Ma un giorno mi è venuto un sospetto. Ed è stato esattamente quando una sera in sala è entrato lui, il biondo. Proprio lui, il boss, quello-che-ha fatto-l’8c. Io davvero quello lì non lo sopporto. Quando entra tutti si fermano e si girano a salutarlo. Ciao Fede, come va il tuo progetto? Ma quanto ti tieni… e via così. Patetico. Per non parlare ovviamente delle donne, che è come si stendessero ai suoi piedi, sperando che lui si offra di far loro sicura. Ma fortunatamente lui, il biondo, pensa solo ai suoi 8c ed il suo obiettivo principale, se non la sua ragione di vita, è il 9a. Per cui per le donne non c’è mai stato posto. Così ho sempre pensato, almeno finchè non ha visto in sala la MIA lei!
Io lo sapevo che con uno che fa l’8c, il boss, non potevo avere speranze. Sicuramente lei doveva aver pensato: adesso mi faccio rimorchiare dal più forte, mi attacco alla locomotiva, così guadagno tre gradi. Le donne son furbe, non credete a tutte ‘ste palle dell’amore! Così ha incominciato a fare la civetta e ad andare con lui in falesia, ed io stavo male solo al pensiero. Di notte continuavo a rigirarmi nel letto chiedendomi cosa avesse il biondo più di me. E la conclusione era sempre e solo una, il numero. E quel numero era l’otto, quello che io ancora non avevo fatto. E poi tutti quei video che lui postava sul tubo, che incazzo! E poi giù tutti a scrivere su facebook che figo, mi piace, sei un grande, quanto ti tieni, +1! E le donne per prime. E lei per prima.
La soluzione era dunque solo una: realizzare quel dannato 8a. Certo mica son coglione, lo so che tra 8a e 8c c’è un abisso, ma una donna che vuoi che ne capisca. Così ho ricominciato a martellare il mio vecchio progetto alla falesia dove van tutti quelli della palestra. Le cose non andavano granché bene, ma ero comunque motivato. Almeno fino al giorno in cui ho visto comparire in falesia il biondo seguito come un cagnolino da lei. Ovviamente lui ha esordito con un “ciao Giovax che ci fai qui?” Che è stato più o meno come ricevere uno schiaffo a sangue freddo. Dio quanto lo odio! Come dire, che ci fai qui nel settore di quelli che si tengono tu-che-non-ti-tieni-un-cazzo? Lei non ha detto niente, ma aveva la tipica aria della scudiera che sta al gri-gri, tutta presa nel ruolo di first lady della falesia. Non fosse per quel tatuaggio che mi fa arrapare… avrei pensato anche di poter trovare di meglio. No?

Ovviamente il biondo, tra cento tiri che poteva fare, si è scaldato sul mio tiro di 8a, il fottuto bastardo! Anzi appena sceso ha cominciato a dirle che era un tiro che anche lei avrebbe potuto fare, che come 8a era facile (maledetto!), e che era solo una questione giusta motivazione. Al che ho fatto su la mia roba e me ne sono andato. A tutto c’è un limite. Con un largo giro mi son portato in un punto di fronte alla falesia, dove potessi vedere bene. Riuscivo a sentire anche le voci. Era perfetto! Lei ha attaccato la via e ovviamente non si schiodava. Lui però la incitava a proseguire di rinvio in rinvio, dicendo che glieli aveva allungati. Lei piagnucolava come una gallina, sempre appesa come un salame, ma lui le diceva che se riusciva a fare i “muvi” (il biondo parlava con questo gergo del cazzo) era solo questione di tempo. Ma che cazzata, io i movimenti li facevo, ed ero su quel tiro da una vita!
Le settimane passavano ed io ero diventato man mano schiavo di quella situazione. Spesso andavo di fronte a spiarli. Lei aveva fatto qualche progresso, ma due movimenti non le riuscivano proprio. Ad un certo punto si era messa a piangere esausta e a lui era uscito persino un “dai! sali stronza!”. Memorabile, avrei messo quello su youtube per vedere se ancora i suoi fan facevano i lecchini! Eppoi se lo meritava, uno così. Ma la gente sapeva che coglione era? Possibile che contasse solo il numero che aveva stampato in fronte? Dopo una delle solite scene patetiche lui l’aveva calata e lei se ne era andata coi fazzolettini in mano singhiozzando. Mi stavo per distrarre quando ho visto lui, fulmineo tirare fuori una jumar dallo zaino e salire sulla corda. Non ci avrei fatto così caso se non avesse avuto il martello attaccato all’imbrago. Smartellò qualcosa sul chiave, il bastardo, e riscese veloce. Quando lei tornò la sentii dire “Fede, ma che fai?” “ti ho pulito le prese, c’è il grasso, come pensi di salire?”. Per me ora era tutto chiaro. Me ne andai felice pensando, ora questo coglione lo rovino!
Ma non dovevo avere fretta. Perché, come dice Quentin, la vendetta è un piatto che va servito freddo. Eh, eh! Per prima cosa, dunque, presi un giorno di ferie e andai a controllare di persona. Le prese del chiave ora erano effettivamente molto più grosse, ma se l’avessi detto in palestra naturalmente nessuno mi avrebbe creduto. E poi tutti sapevano che stavo provando la via, quindi avrebbero dato la colpa a me. Sono mica scemo da farmi così l’autogol! Il destino mi diede una mano, perché un giorno finalmente lui entrò raggiante in palestra, dicendo che lei aveva “fatto” la via. Diceva, che avrebbero invitato tutti in birreria, alla chiusura della palestra. Ma vi rendete conto? Lei, che scalava da 6 mesi, riusciva su un progetto dove io stavo da un anno? Quella sera in palestra sembrava avesse vinto il concorso di miss italia! Non c’eran cazzi. Dovevo fargliela pagare!

Per prima cosa quindi, per non insospettire nessuno, mi feci un account falso su 8a.nu. Mi postai la via, scrivendo un bel “soft, may be 7c+”. E lasciai passare un paio di settimane. Quindi rifeci un secondo account falso e mi postai di nuovo la via. Questa volta però, ci scrissi un bel “chipped holds”. Era più o meno come una condanna a morte! Eh, eh… Cominciavo già a pregustare le voci di sala! Infatti non passò molto tempo che quei mentecatti che stanno sempre su internet a controllare quello che fanno gli altri vennero a chiedermi se avevo sentito della polemica sulla via, e delle prese scavate. Dato che sapevano che c’ero su da un anno, per forza dovevo sapere! Non aspettavo altro, mi ero preparato una risposta perfetta: “So che l’ha fatta quella ragazza della palestra, quindi non vorrei esprimere giudizi, potrebbe sembrare che sia geloso”. Naturalmente i miei interlocutori ci cascarono come allocchi e mi dissero che potevo parlare liberamente, che non ne avrebbero fatto parola con nessuno. Effettivamente, dissi, le prese mi sembrano molto ingrandite… Io ho ancora problemi di continuità, sapete tutti che non ho resistenza. Ma il boulder del chiave, certo, ora si cammina! Fu come aver lanciato una bomba… In poco tempo tutti sapevano.
Il biondo aveva cominciato a guardarmi davvero molto male. L’avevo in pugno, il suo 8c si stava sgonfiando come un palloncino. Bastardo! D’altra parte tutti hanno un punto debole, ed io avevo scoperto il suo. Ora quell’etichetta di modificator se la sarebbe portata appresso tutta la vita e lei, finalmente, avrebbe avuto ammirazione e stima per quelli come me, che i progetti se li lavorano onestamente e senza trucchi. “Giovax, ti stimo tanto!”. Questo fantasticavo di sentirmi dire durante le mie lunghe notti insonni.
Ora però bisognava liberare la via! In quelle settimane non ero più tornato a provarla e mi ero dedicato unicamente a metter su continuità e ad allenarmi di brutto. L’occasione della mia vita era giunta e il destino mi venne una seconda volta in aiuto. Il biondo era ammalato e lei stava chiedendo compagnia per andare in falesia il mercoledì! Mi feci prontamente avanti, possiamo andare insieme se ti va. Lei non poteva dire di no lì davanti a tutti, così fu costretta ad accettare.

Venne così il gran giorno. Io ero doppiamente emozionato. Mi dimostrai molto gentile e disponibile con lei, al contrario di lui che la trattava malissimo. Tutto questo mi costò un’energia mentale incredibile, perché contemporaneamente stavo pensando alla via e stavo sclerando ad aspettare che lei si preparasse. Non potevo fallire ancora, almeno non oggi! Lei mise la corda nel gri gri, e mi fece persino un sorriso. Mi sentivo al settimo cielo. Scalai benissimo la prima parte, avevo la via in pugno. Al riposo ripassai mentalmente la sequenza del boulder. Lo facevo ormai bene con le prese vecchie, figurati con quelle modificate! Senza guardare allungai alla prima tacca, ma puttana eva, questa non c’era più! Non era possibile fosse saltata! Disperatamente artigliai un intermedio, sperando così di raggiungere la seconda. Ed in effetti tanto mi tenevo e traboccavo di adrenalina che ci riuscii. Ma anche la seconda tacca era cambiata, ed era diventata intenibile, tutta smartellata e polverosa!! Disperatamente cominciai a tremare avvinghiandomi alla parete con tutte le mie forze. Feci in tempo solo a sentire lei che diceva “dai Giovax, vai, vai…” prima di precipitare con un urlo. A quel punto non riuscii a trattenermi e presi a calci la parete bestemmiando come un turco. Si girarono tutti i presenti. Quando mi calò, lei era spaventata e rossa di vergogna nello stesso tempo, ma riuscì ancora a dire “se vuoi ti spiego i muvi che mi ha fatto vedere Fede… sai che quelle due tacche sembrano intenibili, ma poi di incanto le tieni! Certo, scalare con gente brava aiuta…”
Giovax











Alpine Sketches
buzz blog
Calcarea Blog
Cheesycam
Cinema 5D
Davide Necchi blog
Fuorivia
Gabriele Moroni blog
laceroconfuso
Masino Climbing
Michele Caminati Blog
Rock & Ice
The Cleanest Line Blog
Wolverine Publishing



73%
gran colpo di scena nel finale!
giovax di donne non capisci un cazzo. stai bene a farti le pippe.
fantastico post! doppiamente collione il fenomeno! passata lei non passerà piu nessuno! cmq 8a dopo sei mesi di climbing è da fenomeni anche con il chiave smartellato!
un po' debole e scontato, 'sto giro la sceneggiatura non m'è piaciuta
Inserisci si, neanche a me. E' pesante….'venne' 'andai' 'scalai' 'allungai': sembra un po' il compitino di quarta sull'uso del passato remoto
Complimenti per lo sbattimento, è comunque dura inventarsi qualcosa ogni giorno, soprattutto 'a richiesta', dopo tutti i commenti sull'altro racconto di giovax (stesse considerazioni, ma sulla 'prima' si notano meno).
Era inevitabile, dopo il mercoledì da leoni, giovedì gnocchi.
Ram|, forse sarebbe stato meglio il sondaggio.qui il testo!
A ME PIACE! Meglio chel eggere novella tremila…so' storie d'amore e de roccia….ahahahahhahahahah!
Spero solo che NON sia UNA STORIA VERA, ma solo un romanzetto da te creato, così come spero tu NON sia come ti descrivi. Lo spero per te.
povero giovax. tutti a dargli addosso. tra l’altro è un po’ che non si fa sentire.
ora gli mando email
Bel racconto, non tra i migliori che hai scritto ma, come sempre, fai una caricatura degli aspetti peggiori che merita di essere letta.
questo giovax io Lo adoro